Fare un cappello di paglia oggi è più facile di ieri?

La domanda sembra sciocca ma credetemi, non lo è. Vedendo la piccola azienda di cappelli a conduzione familiare della signora Rosa e poi visitare il Museo dove viene spiegato come si faceva il cappello 100 anni fa’ beh….ti fa capire che poi tanta differenza non c’è.

La lavorazione è quasi completamente manuale e questo fa sì che, oltre alla paglia già intrecciata che arriva da fuori, siano più gli ambienti di lavoro ad essere cambiati. Cerco comunque di analizzare velocemente alcuni aspetti:

La lavorazione? no. Il grano mietuto continua ad essere separato a seconda della qualità e delle dimensioni. Le piccole fascine vengono essiccate al fine di ammorbidirle per intrecciarle più agilmente. Le trecce vengono fatte a mano e poi cucite a macchina. Considerando che la commercializzazione su larga scala delle macchine da cucire è avenuta a fine ‘800 direi che le differenze non sono tantissime.

I ruoli? poco. Ieri nei laboratori c’era una netta suddivisione dei ruoli: la pressa era fatta dagli uomini perchè considerato lavoro di fatica mentre la cucitura veniva fatta dalle donne. La foto esposta al museo spiega molto bene questa suddivisione. Tutti, invece, intrecciavano la paglia nel loro tempo libero, camminando, chiacchierando o prendendo il fresco sotto un albero. Oggi ti dicono che tutti fanno tutto ma in realtà, nel laboratorio delle signora Rosa, la pressa continua a farla l’uomo che però, mitico, ha anche imparato a cucire a macchina!!

Gli ambienti? assolutamente sì. Una volta i cappelli venivano essiccati in casse di legno chiuse. I cappelli, umidi dopo essere stati nella pressa, venivano stesi sui prati ad asciugare oppure appesi a degli appositi espositori. Per venderli l’uomo non aveva nè negozio nè scatole come oggi ma andava in giro con i cappelli appesi ad un lungo bastone e girava a piedi per i paesi vicini. Venduti tutti i cappelli tornava a casa e rifaceva il carico. Una particolarità? la punta del bastone era di ferro per difendersi dai briganti perchè quando l’asta di legno era vuota era evidente che la borsa del venditore, invece, era piena!!!

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Tirando le somme, quindi, il cappello originale Made in Italy viene fatto da abili mani sempre più veloci che eseguono lo stesso processo da più di un secolo ma, come piace a noi, aggungono estro, fantasia e modernità a seconda del committente. Un prodotto uguale a se’ stetsso nella fattura ma non nello stile. Un tocco unico e inimitabile quello di Montappone che anche le grandi aziende non sono in grado di replicare.

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